Cernusco sul Naviglio-Circolo Acli Giordano Colombo

     

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8 Agosto 1956 disastro della miniera di carbone di Marcinelle , in Belgio

61 anni fa  262 minatori di dodici diverse  nazionalità  persero la vita l’8 agosto 1956 a Marcinelle. Di essi 136 erano Italiani, molti tra loro appena maggiorenni. Esso rappresenta uno dei momenti più bui della storia dell’emigrazione italiana in Belgio: oggi a Marcinelle sono attive le Acli del Belgio, per mantenere fede a quella che è la vocazione storica ed originaria delle Acli.

imageL’8 agosto, a memoria di questa strage, ricorre la “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo: Ricordare eventi come questi è necessario, affinché le nuove generazioni siano consapevoli dei sacrifici, oggi inimmaginabili, compiuti dai lavoratori italiani nel mondo, in un passato per nulla remoto, alla ricerca di un futuro migliore, per loro e le loro famiglie. Diventa inevitabile  fare paragoni con la contemporaneità: oggi tanti immigrati giungono in Italia lasciando gli affetti e la propria terra per cercare di migliorare le condizioni di vita, lontani da casa, dovendo integrarsi in un nuovo contesto, imparare una nuova lingua e confrontarsi con nuove realtà, così come fecero i nostri minatori in Belgio. «Tracce di un passato così lontano, eppure così vicino, devono indurci a riflettere su tanti temi che toccano anche noi, dalla sicurezza sui luoghi di lavoro, allo sfruttamento della manodopera a basso costo, alla condizione dei migranti, a quella dei giovani Italiani di oggi, costretti dalla disoccupazione e dalla precarietà del lavoro a espatriare, con la speranza di una vita migliore: il ricordo di una simile tragedia sia l’occasione di imparare dal passato.

 

Nell’aprile scorso un numeroso gruppo di aclisti del nostro circolo e  non , ha  fatto un viaggio in Belgio a Genk ( città in passato di miniere ) e ci siamo ritrovati con i nostri connazionali anche minatori e abbiamo condiviso di persona ancora una volta guardandoci negli occhi i loro sacrifici e le  loro sofferenze di immigrati.

GP

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bianchi

Ieri, 25 luglio 2017,  i funerali di Giovanni Bianchi , nella  affollata chiesa di Sesto san Giovanni.Oltre che un grande aclista, una grande e un grande amico.

Il commosso saluto del presidente Petracca , Acli milamesi :

IL MIO SALUTO A GIOVANNI BIANCHI

Caro Giovanni,
mi hanno chiesto di dire qualche parola come uno dei tuoi amici che hanno condiviso con te l’impegno nelle ACLI, nel Circolo Dossetti, nell’attività politica ed istituzionale, ed io ci provo.

Ci provo, ma l’unica parola che mi viene è : grazie!

Grazie in primo luogo, come ci ricorderesti tu, al Signore, che ci ha fatto il dono della tua presenza e della tua amicizia, e anche se adesso ci mette alla prova con il dolore del distacco ci lascia il ricordo dei giorni passati insieme, delle risate, dei canti, dei momenti di familiarità, del tuo insegnamento che ci hai elargito senza atteggiarti a maestro e diventandolo proprio per questo, con il tuo esempio prima che con le parole.

Grazie per la forza della tua fede, che ha ispirato ogni momento ed ogni scelta della tua vita, e che ha avuto anch’essa la prova più dura quando, in questa stessa chiesa, da questo stesso leggio, tu hai dato l’addio a Sara, e  hai saputo dire parole di fiducia, pur nell’angoscia, al “Dio attento ed appassionato” che non dimentica e non lascia solo nessuno dei Suoi figli.

Grazie per la tua lucidità nel disegnare scenari politici e sociali, a cui non ha mai fatto velo l’ambizione personale, quella lucidità che, come ha ricordato ieri un amico, ti permetteva di arrivare prima degli altri a comprendere lo svolgersi degli avvenimenti e a disegnare strategie.

Grazie per la tua erudizione, che non hai capitalizzato per te stesso ma hai messo al servizio di tutti, scrivendo e parlando ma soprattutto ascoltando ed apprendendo in un rapporto sempre fiducioso con le persone e con la loro umanità. Mai , che io sappia, ti sei negato all’incontro, mai hai lasciato andar via a mani vuote chi ti chiedeva uno scritto, una conferenza, un pensiero, anche se questo ti comportava lo stare sveglio fino a notte inoltrata o il sottoporti a viaggi gravosi, da cui tuttavia sapevi sempre trovare il meglio, negli incontri con le persone e con i luoghi. Non è un caso, credo, che quando il male si è manifestato, solo due mesi fa – ma sembra un’eternità- tu fossi impegnato in un incontro che ti avevano chiesto le ACLI milanesi a Ronchi di Massa. Potevi sottrarti, ma l’hai fatto lo stesso perché tu sei così.

Grazie appunto per le ACLI, le tue, le nostre  ACLI, quelle che hai saputo rimodellare con l’aiuto di tanti amici, alcuni dei quali ti hanno preceduto nel Regno dei Cieli –  Bepi, Pino, Camillo, Vincenzo …- riportandole alla loro dimensione di movimento sociale attento capace di reale progettualità politica come avvenne negli anni difficili della fine della cosiddetta Prima Repubblica, intuendo l’esistenza di un nesso inscindibile fra la questione sociale e quella istituzionale. E in quegli anni veramente, Giovanni, le ACLI ridivennero centrali nel dibattito pubblico.

Grazie per averci aiutato a rimotivare l’impegno sociale dei credenti, riscoprendo e riattualizzando, pur fra la perplessità di molti, quell’idea popolare sturziana che nel suo nocciolo essenziale poteva essere una delle vie per la rigenerazione della politica, e che ti ha permesso di essere fra i primi – in quel lontano Congresso straordinario delle ACLI a Chianciano nel dicembre 1993- ad intuire la possibilità di una positiva convergenza fra le culture politiche democratiche e riformiste nel nostro Paese.

Grazie per averci sempre stimolato a pensare e a cercare: in questi venti anni di esistenza i Circoli Dossetti hanno saputo rapportarsi con il meglio delle cultura riformista italiana ed eri sempre tu a spingerci avanti, a suggerire le strade da seguire, a saper leggere nelle loro anse sinuose il dipanarsi delle idee e la loro capacità di diventare fatti.

Ma grazie, soprattutto grazie per la tua amicizia, per il sostegno e la comprensione che hai sempre avuto per tutti, per il non aver mai coltivato pensieri indegni nemmeno nei confronti di chi ti era avversario e magari ti aveva anche fatto del male. Grazie per essere stato capace di mettere a suo agio ogni persona che si rivolgeva a te.

Grazie anche da parte mia, per avermi dato fiducia, per avermi accolto con semplicità nella tua cerchia familiare insieme a Silvia, la cara compagna della tua vita a te così simile, per avermi incoraggiato ed essermi stato vicino nei momenti difficili per essermi stato padre – sì questa è la parola- padre nel senso spirituale ed avermi aiutato a capire qual fosse la mia strada e come percorrerla.

Ha scritto Harvey Cox, uno degli autori che avevi studiato con attenzione negli anni della tua formazione che “ la speranza cristiana rammenta che l’uomo è destinato a una città. Ma non è una città qualsiasi. Se riflettiamo sulle immagini del vangelo o sui simboli dell’Apocalisse, scopriamo che non si tratta semplicemente di una Città dove le ingiustizie sono abolite e il pianto è cessato. E’ una città dove è in corso una meravigliosa festa di nozze, dove il riso riecheggia, la danza ha appena avuto inizio e il vino deve essere ancora versato.”

In quella città sei arrivato anche tu, e lì ti hanno accolto tutte le persone a te care, Sara per prima, e mentre noi ancora siamo qui a lottare e a sperare in attesa di arrivare a quella città, a quella festa ricordati di noi, aiutaci a portare il nostro fardello quotidiano , prega per noi il Dio della gioia, il Dio fedele.

Grazie ancora Giovanni. Ciao.

 

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don-milani don-primo-mazzolariSabato 20 giugno 2017, Papa Francesco renderà omaggio all’esperienza di due sacerdoti donPrimo Mazzolari e don Lorenzo Milani.

Si recherà a Bozzolo (da don Mazzolari, Mantova) e a Barbiana di Vicchio (da don Milani, Firenze).

Di don Primo vorrei proporre due testi: il primo è tratto dal libro “Tu non uccidere”, mentre il secondo è tratto da un opuscolo dal titolo “Lettera sulla Parrocchia”.

Angelo

Clicca qui per leggere i testi

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Risultati delle elezioni comunali a Cernusco sul Naviglio del 11 Giugno 2017:
clicca qui per i risultati del sindaco e delle liste
clicca qui  per vedere  tutti i risultati ufficiali

 

scarica la lettera aperta acli ai candidati sindaco

 

 

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23 maggio 2017 : due momenti della affollatissima serata di confronto fra i giovani e i sette candidati sindaco.

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26/05/2017  Immigrazione e viaggio in Belgio :  dopo l‘accoglienza , e’ fondamentale la convivenza   : un esempio da seguire

mani bene comuneL’immigrazione e’ appena iniziata, milioni di persone dell’Africa e Asia spinte dalla siccità , dalla fame , dalle guerre cercano altri paesi dover salvarsi che  , a detta di esperti, ci coinvolgerà per decenni. Un fenomeno sociale senza precedenti.
Per cui, oltre che per l’accoglienza,  dovremmo gia’ da subito adoperarci per predisporre  le condizioni per una convivenza civile.
Questo, un esempio che ha funzionato :  leggi

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1°: ponte fra i popoli, Giuseppe Parmendola

Viaggio in Belgio 21 -23 aprile 2017 : sulle orme dei minatori italiani in Belgio 1946 – 1989

Leggi la relazione di Angelo Levati : relazione-viaggio-Belgio

Leggi il racconto di Stefano Bartalotta e Laura: viagggio in Belgio

Vedi tutte le foto partecipanti: clicca qui

 

 

 

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2°: Ombre e luci , Rosella Comi

 

 

 

 

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3°: Maastrech ieri oggi domani , Mario Pau

 

 

 

 

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Un grazie grande ai nostri amici delle Acli di Genk che ci hanno accolto ed ospitato.

 

 

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bose-ascolta gli interventi del convegno Acli a Bose  10-12 febbraio 2017:
-intervento di Enzo Bianchi , emerito priore della comunità di Bose.

 

 

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cose come nascono

 

guarda il video : La  storia delle cose , 20 minuti

per capire cosa sta succedendo al Pianeta Terra,

e cosa serve per salvarlo ( con noi sopra!).

 

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